Costruire il sistema educativo 0–6: l’esperienza della nostra Sezione Primavera

Il nostro istituto crede in un sistema educativo 0–6 capace di garantire continuità, qualità e pari opportunità. Dal 2017 ospitiamo una Sezione Primavera pienamente integrata nella scuola dell’infanzia, un servizio educativo dedicato ai bambini dai 24 ai 36 mesi che risponde ai bisogni del territorio e sostiene le famiglie.

L’esperienza maturata dimostra che la Sezione Primavera arricchisce il plesso, favorisce la continuità pedagogica e offre ai più piccoli un ambiente adeguato ai loro tempi di sviluppo. Per questo riteniamo che ogni scuola dell’infanzia dovrebbe poter accogliere una sezione dedicata ai due anni e che l’anticipo scolastico debba trovare in questi servizi il suo contesto naturale.

Un impegno concreto per un sistema 0–6 davvero integrato, inclusivo e orientato al benessere dei bambini.

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Il sistema educativo dalla nascita ai sei anni è oggi uno dei temi più rilevanti nel dibattito nazionale. Non riguarda soltanto l’organizzazione scolastica, ma tocca questioni profonde: i diritti dei bambini, le pari opportunità, il contrasto alla povertà educativa, il sostegno alle famiglie, lo sviluppo dei territori e la qualità complessiva dell’offerta formativa. Parlare di 0–6 significa parlare del futuro del Paese.

In questo scenario, la scuola è chiamata a svolgere un ruolo attivo. Non può limitarsi a essere un luogo che accoglie: deve saper leggere i bisogni, anticipare le trasformazioni sociali e costruire risposte innovative. È ciò che il nostro istituto ha fatto già nel 2017, quando ha scelto di attivare una sezione primavera in uno dei plessi della scuola dell’infanzia, intercettando una domanda reale del territorio e dando vita a un servizio educativo stabile, qualificato e pienamente integrato.

Il Decreto Legislativo 65/2017 ha delineato una visione organica del sistema integrato 0–6, fondata sulla continuità educativa tra nido, sezione primavera e scuola dell’infanzia, sull’unitarietà del percorso di sviluppo, sulla qualità pedagogica, sulla corresponsabilità tra Stato, enti locali e privato sociale e sulla necessità di ampliare l’accessibilità dei servizi, soprattutto nelle aree dove i nidi sono pochi o assenti.

Nonostante questo impianto, il sistema integrato è ancora in costruzione. Persistono disomogeneità territoriali, carenze di posti nei servizi 0–3, difficoltà organizzative degli enti locali e una diffusione ancora limitata delle sezioni primavera, spesso percepite come servizi aggiuntivi e non come parte strutturale del percorso educativo.

Le sezioni primavera, rivolte ai bambini tra i 24 e i 36 mesi, rappresentano un ponte pedagogico e organizzativo tra nido e scuola dell’infanzia. Offrono un ambiente pensato per i bisogni specifici dei bambini di due anni, con professionalità dedicate e attività calibrate sui loro tempi di sviluppo. Favoriscono autonomia, linguaggio, socializzazione e motricità, e allo stesso tempo rispondono ai bisogni delle famiglie, sostenendo la conciliazione vita-lavoro e contrastando la povertà educativa precoce.

Sono, a tutti gli effetti, un presidio di equità e un elemento fondamentale per la costruzione di un sistema educativo realmente integrato.

Dal 2017 il nostro istituto ospita una sezione primavera attiva dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14, con servizio di refezione garantito dalla stessa ditta che opera nella scuola dell’infanzia. Negli anni in cui le famiglie lo hanno richiesto, l’orario è stato esteso fino alle 15. Le educatrici e le assistenti all’infanzia che vi operano possiedono competenze specifiche per la fascia 24–36 mesi e lavorano in stretta collaborazione con le insegnanti della scuola dell’infanzia.

La sezione primavera è pienamente integrata nella vita del plesso. Le attività sono progettate in continuità con quelle della scuola dell’infanzia, i bambini partecipano a progetti comuni, le attività psicomotorie vengono estese anche ai più piccoli e si creano momenti di incontro tra gruppi di età diversa. Questa integrazione ha generato un circolo virtuoso: la presenza dei più piccoli ha stimolato nuove attenzioni, nuove pratiche e nuove competenze, arricchendo l’intero plesso e rendendolo più sensibile ai bisogni evolutivi dei bambini.

L’esperienza maturata ci porta a sostenere con convinzione che ogni plesso di scuola dell’infanzia dovrebbe poter ospitare una sezione primavera. Non si tratta solo di un’opzione organizzativa, ma di una scelta culturale e politica che riconosce l’unitarietà del percorso 0–6, offre ai bambini di due anni un contesto adeguato, sostiene le famiglie con servizi vicini e accessibili e valorizza le professionalità educative.

Le modalità organizzative possono essere diverse: gestione diretta, partenariati con il privato, convenzioni con gli enti locali, modelli misti. Ciò che conta è che la sezione primavera sia considerata un elemento strutturale dell’offerta educativa.

Un tema particolarmente delicato riguarda l’anticipo scolastico nella scuola dell’infanzia. La nostra esperienza ci mostra che molti bambini anticipatari hanno bisogni più vicini alla fascia 24–36 mesi e che la scuola dell’infanzia, pur accogliente, non sempre dispone di spazi e tempi adeguati per i due anni. Le sezioni primavera offrono invece un ambiente più idoneo, con professionalità specifiche e una progettazione calibrata.

Per questo riteniamo che l’anticipo scolastico dovrebbe essere progressivamente ricondotto alle sezioni primavera, garantendo un percorso più rispettoso dei tempi di sviluppo e più coerente dal punto di vista pedagogico.

La nostra sezione primavera dimostra che il sistema 0–6 non è un’idea astratta, ma una realtà possibile, concreta e sostenibile. È un modello che funziona, che risponde ai bisogni del territorio, che valorizza le professionalità e che mette al centro il benessere dei bambini.

Nel dibattito nazionale possiamo portare una voce autorevole: un sistema 0–6 di qualità passa attraverso la diffusione delle sezioni primavera, la possibilità per ogni plesso dell’infanzia di accogliere i bambini di due anni, la ricollocazione dell’anticipo scolastico in contesti più adeguati e un ruolo attivo della scuola nella costruzione del sistema integrato.

È una scelta che guarda al futuro, che sostiene le famiglie e che riconosce ai bambini il diritto a un percorso educativo continuo, sereno e di qualità.